martedì 17 febbraio 2015

Due parole due di sfogo nei confronti di un fatto avvenuto un po' di giorni fa.

Essere sicuri di se stessi è un grosso pregio, essere spocchiosi e credere di sapere tutto, di avere visto tutto e ritenersi quindi sempre e comunque la persona più adatta a dare giudizi, beh, non lo è. Anzi, è proprio quell'insieme di cose che ti rende sgradevole.

Tralasciando le chiacchiere, gli argomenti e i discorsi  che stanno dietro a quello che sto scrivendo, sparare considerazioni sul lavoro che sto facendo in cui si insinua (anzi si afferma chiaramente) che il mio è un lavoro che vabbè, se salto un giorno non muore nessuno, che posso rimandare tutto quanto mi pare, e che il "lavoro reale" (cit.) è diverso, è fatto di scadenze che vanno tassativamente rispettate pena la morte, non solo è una cosa molto offensiva nei confronti miei e di quello che sto facendo, ma rivela esattamente quello che il mio interlocutore pensa - e pensa di sapere - sul mio lavoro.

Voglio solo dire alcune cose, senza entrare nello specifico:

1. Non avere la necessità di timbrare un cartellino e avere la possibilità di stare a casa quando sto male (quando possibile, perchè non è sempre detto) non fa del mio lavoro una passeggiata;
2. Non lavorare nel settore privato non implica in alcun modo che non ho scadenze da rispettare e tempi entro cui devo necessariamente portare a termine delle cose;
3. "Veder fare" e "fare" sono due cose distinte e separate, quindi "veder lavorare" delle persone in un certo ambito durante un periodo molto circoscritto della propria esistenza e "lavorare" in quell'ambito a tutti gli effetti sono due cose che non si parlano in nessuna maniera;
4. La supponenza è una bruttissima cosa. Credere di saper tutto solo perchè nella tua vita hai brevemente incontrato persone che ricoprivano un certo ruolo non ha minimamente senso;
5. Anche facessi un lavoro che non richiede chissà quali conoscenze - e non è il mio caso, ma vabbè - , non hai il minimo diritto di sminuirlo ed equipararlo al tuo...Anche perchè tu, col tuo "lavoro reale", guadagni abbastanza da poterti permettere un mutuo e viaggi all'estero presso i luoghi più costosi, cosa che per me è fantascienza.

E voglio aggiungere che sentirsi dire certe cose da persone molto vicine, che stimi e con cui hai un ottimo rapporto, è una cosa che non solo ferisce, ma apre molti interrogativi sulla verità di certe affermazioni.

Boh, vabbè.