lunedì 22 maggio 2017

No One Sings Like You Anymore

Caro Chris,
il mio cuore è a pezzi.
Per la prima volta in vita mia ho pianto per la morte di un artista; nemmeno David Bowie era riuscito nell'impresa, per quanto ad oggi riesca a malapena ad accettare la sua scomparsa.
Tu, però, ci sei riuscito.
Forse perchè sei stato, insieme ai tuoi Soundgarden, un punto di riferimento della mia adolescenza; e forse perchè le tue canzoni sono sempre presenti in tutte le mie playlist.
Il nostro rapporto dura più o meno da 20 anni, quando le note di Black Hole Sun hanno raggiunto per la prima volta le orecchie di una ragazzina timida e secchiona del Sud Italia che ancora non conosceva granchè la Musica. Da allora non ci siamo più separati: ti ho amato coi Soundgarden e gli Audioslave, mi hai incuriosito come solista, mi hai fatto incazzare quando hai deciso di farti produrre da Timbaland. Ma sei sempre stato lì, e io ti ho sempre ammirato.
Ti ho visto dal vivo! Non appena avevo sentito che i Soundgarden si riunivano e tornavano in Italia dopo 16 anni di assenza, ho preso i miei risparmi e li ho spesi per venirvi a vedere...E mai soldi furono spesi meglio. Mi ero ripromessa di venirvi a rivedere il prima possibile una volta in Italia...Ironico, eh?
Adesso, però, tu te ne sei andato.
Te ne sei andato nonostante l'amore di una famiglia da libro delle fiabe, il successo di una band tornata sulla cresta dell'onda e il tuo successo personale.
Hai volontariamente interrotto la tua vita, Chris...E questo mi devasta profondamente.
Ed è una merda da qualunque prospettiva la si guardi: che sia stato influenzato dagli effetti collaterali di un farmaco o che abbia fatto tutto nel pieno delle tue facoltà intellettive, il risultato è comunque lo stesso. Hai legato una benda attorno al tuo collo, e hai lasciato che la tua vita scivolasse via.
Penso alla tua famiglia, ai tuoi figli.
E penso a te, che forse non sei mai riuscito a mettere a tacere i tuoi demoni, ai quali alla fine hai ceduto.
Davvero ci si sente così soli, quando si è clinicamente depressi? È una cosa che spero di non sapere mai, ma che vorrei comprendere.
Sono devastata, caro Chris. Hai lasciato un'eredità musicale incredibile, profonda, bellissima. Hai lasciato tante persone che ti amano e che porteranno avanti il tuo lavoro.
La tua Musica vivrà per sempre, e un giorno sarò capace di lasciarti andare, sapendo che tu vivi nei tuoi bellissimi lavori.
Ma oggi è ancora troppo presto.

Live@Rho, 4 Giugno 2012

mercoledì 13 gennaio 2016

"At the center of it all, at the center of it all...your eyes."

La prima, l'unica, Stella Nera capace di brillare.
Dormi bene, David.

martedì 7 aprile 2015

Oltre al danno, la beffa: non solo viene ribadito con forza (e arroganza) che il mio lavoro non serve ad un cazzo - e la cosa viene ripetuta anche di fronte all'evidenza del contrario - ma viene rigirata la frittata in maniera vergognosa addossandomi delle colpe.
Quindi ricapitoliamo: ti dico che le tue parole mi offendono e non credo di aver fatto niente per meritarmele, e tu mi dici che il fatto che io pensi che tu mi stia ferendo (poco contorta come cosa) ti ferisce. Dafuq?
E alla fine di tutto, dici che a me ci tieni?
So solo che delle parole non me ne faccio un cazzo, e considerando che dici certe schifezze ad una persona a cui tieni, non oso immaginare cosa diresti ad una persona che ti sta sulle palle. Ah già, cose del tipo "non prendi abbastanza cazzo".

Se questa te me la chiami amicizia significa che uno dei due dovrà decisamente rivedere il proprio vocabolario. Ma ho l'impressione che lo stesso vocabolario darebbe un po' più ragione a me che a te.

martedì 17 febbraio 2015

Due parole due di sfogo nei confronti di un fatto avvenuto un po' di giorni fa.

Essere sicuri di se stessi è un grosso pregio, essere spocchiosi e credere di sapere tutto, di avere visto tutto e ritenersi quindi sempre e comunque la persona più adatta a dare giudizi, beh, non lo è. Anzi, è proprio quell'insieme di cose che ti rende sgradevole.

Tralasciando le chiacchiere, gli argomenti e i discorsi  che stanno dietro a quello che sto scrivendo, sparare considerazioni sul lavoro che sto facendo in cui si insinua (anzi si afferma chiaramente) che il mio è un lavoro che vabbè, se salto un giorno non muore nessuno, che posso rimandare tutto quanto mi pare, e che il "lavoro reale" (cit.) è diverso, è fatto di scadenze che vanno tassativamente rispettate pena la morte, non solo è una cosa molto offensiva nei confronti miei e di quello che sto facendo, ma rivela esattamente quello che il mio interlocutore pensa - e pensa di sapere - sul mio lavoro.

Voglio solo dire alcune cose, senza entrare nello specifico:

1. Non avere la necessità di timbrare un cartellino e avere la possibilità di stare a casa quando sto male (quando possibile, perchè non è sempre detto) non fa del mio lavoro una passeggiata;
2. Non lavorare nel settore privato non implica in alcun modo che non ho scadenze da rispettare e tempi entro cui devo necessariamente portare a termine delle cose;
3. "Veder fare" e "fare" sono due cose distinte e separate, quindi "veder lavorare" delle persone in un certo ambito durante un periodo molto circoscritto della propria esistenza e "lavorare" in quell'ambito a tutti gli effetti sono due cose che non si parlano in nessuna maniera;
4. La supponenza è una bruttissima cosa. Credere di saper tutto solo perchè nella tua vita hai brevemente incontrato persone che ricoprivano un certo ruolo non ha minimamente senso;
5. Anche facessi un lavoro che non richiede chissà quali conoscenze - e non è il mio caso, ma vabbè - , non hai il minimo diritto di sminuirlo ed equipararlo al tuo...Anche perchè tu, col tuo "lavoro reale", guadagni abbastanza da poterti permettere un mutuo e viaggi all'estero presso i luoghi più costosi, cosa che per me è fantascienza.

E voglio aggiungere che sentirsi dire certe cose da persone molto vicine, che stimi e con cui hai un ottimo rapporto, è una cosa che non solo ferisce, ma apre molti interrogativi sulla verità di certe affermazioni.

Boh, vabbè.

giovedì 13 novembre 2014

Se decidessi di adottare un gattino, da dove ci dovrei cominciare?
Come lo dovrei educare a non trasformare i mobili nuovi in un tiragraffi? A fare i bisogni nella lettiera? A non farlo salire sul letto (perché anno gli animali, ma devono stare lontani dalla zona notte e cibo. Punto.)?

Suggerimenti? Consigli?

domenica 6 luglio 2014

"Once More 'Round The Sun", il nuovo lavoro dei Mastodon, è un album carino.


Solo che io dai Mastodon non mi aspetto un album "carino".
Io mi aspetto un album cazzuto, che spacchi timpani ed ossa e fomenti.

Ma per questa volta devo accontentarmi di qualcosa di carino e basta.

Meh.

mercoledì 28 maggio 2014

Guida pratica al non farmi incazzare

Negli ultimi tempi succedono cose strane, tipo gente che si incazza con me in una maniera esagerata per i motivi più disparati. La cosa non è una novità, ma il filo conduttore che lega queste persone è che per prima cosa fanno incazzare me, che ovviamente rispondo a tono e finisco col provocare reazioni tragiche.

Sappiamo benissimo che sono una brutta persona, ma a mio modesto avviso basta davvero poco per farmi evitare di sclerare, sempre che di scleri si possa parlare.

Facciamo quindi una breve lista di quelle cose che mi mandano in bestia e che, se accuratamente evitate, vi risparmieranno la mia ira passivo-aggressiva.

1. Non dite bugie. Niente cazzate, niente fregnacce. Non accusatemi di cose mai accadute o non fatevi belli ai miei danni vantando cose che non esistono. Perchè la mia parte razionale e la mia attitudine sperimentale mi impongono non solo di dirvi che state mentendo, ma di provarvelo pure. E siccome, come cantava Caterina Caselli, "la verità ti (vi) fa male", è meglio che la diciate voi in prima battuta piuttosto che sia io a dirvela, ponendovi di fronte alla vostra povertà d'animo.

2. Non fate psicanalisi. Perchè nel 90% dei casi state prendendo una cantonata. Lo dico perchè succede a volte che si veda nelle mie azioni/parole più di quello che effettivamente c'è, e succede di conseguenza che vi si attribuiscano significati che sono quanto più lontani dalla realtà. Ovviamente le prime due-tre volte dirò educatamente che no, davvero non voglio dire quello che pensi. Dopo di che, rompendomi il cazzo, potrei far volare parole grosse come "ti ho già detto che non è così ma ignori la cosa, quindi credi a quello che ti pare", e tagliare corto.

2.1. Corollario del punto 2: non siate arroganti e supponenti con me, soprattutto se è di me che state parlando. Perchè vi svelo un segreto: non siete depositari del sapere universale e no, non potete avere la pretesa di conoscermi bene. Non riesci a conoscere bene una persona vivendoci insieme per anni, figuriamoci in altre circostanze.

3. Non siate volgari con me. Non intendo dire che potrei avere un mancamento se dite "che cazzo", ma potrei avere una incazzatura decisamente peggiore se mi dite "tu non hai nessun problema, hai solo bisogno di più cazzo". In primo luogo perchè non ho di queste mancanze, in secondo luogo perchè non sono vostra sorella o la collega che tanto odiate, quindi pulitevi la bocca prima di parlare con me oppure andatevene a fanculo, rispondendo alla finezza con la finezza.

4. Rispettate le mie attività, anche se le giudicate strane. No, non sacrifico nè vergini nè bambini nè animali al Maligno: in quel caso avreste anche ragione ad avere qualcosa da ridire. Di fatto da diversi mesi seguo un corso di scherma antica, attività assolutamente figa e soddisfacente che ho intenzione di continuare. Al di là delle battute naturali tipo "ci ucciderai tutti con uno spadone a due mani" oppure "ma qualcosa di più tranquillo no?", cose del tipo "ma come, non andate vestiti in armatura? Usate dei simulacri in plastica??? Ma allora non fate affatto sul serio!" o per esempio "sicuramente vi travestirete per combattere, quindi siete già pronti per il carro di Carnevale" mi offendono davvero tanto. Magari mi difenderò con un debole "non è vero", ma se insistete con queste battutacce di merda e da ignoranti allora lì il vaffanculo ci scappa o, peggio ancora, vi arriverà la frecciatina acida a tempo debito.

Vedete? Solo 4 punti con corollario, niente di che. Non ci vuole molto. E a dire il vero, credo che questi atteggiamenti vadano assunti con tutti...Qui parlo di me perchè ci sono stati dei fatti recenti che mi hanno veramente fatto girare le scatole, ma ritengo che dobbiamo essere rispettosi ed umili con tutti, perchè nessuno di noi è depositario delle Verità, quindi...Voliamo basso.

Grazie.